Il nientologo: città e funivie

14 gennaio 2015

La notizia è interessante: in un futuro assai prossimo sarà possibile muoversi nelle grandi città o verso le grandi città, utilizzando delle funivie. Descritte come silenziose ed ecologiche; rapide e più semplici da realizzare, rispetto ad esempio alle linee della metropolitana. Funivie tipo quelle che vediamo in montagna ma in piano. Con qualche disturbo paesaggistico, mi sa, anche in relazione al criterio di costruzione e agli itinerari. I “pro”, comunque, mi sembrano più consistenti dei “contro”. Magari basterebbe collegare, ad esempio, le periferie al centro, senza attraversare le zone più antiche e pregiate, eliminando una serie di problemi di traffico, soprattutto nelle ore di punta su quelle orribili tangenziali che un po’ tutti conosciamo e frequentiamo. Certo, servirà un po’ di tempo anche per abituarsi a salire su una funivia o su una ovovia senza gli scarponi, gli sci o i moonboots, ma alla fine i vantaggi potrebbero essere evidenti e interessanti. Intanto, se c’è la funivia ad una determinata altezza, questa altezza farebbe funzione di piano regolatore perché non puoi mica costruire un palazzo più alto, sia lungo la linea, sia nei pressi. Metti che tu sei in bagno al tredicesimo piano e ogni minuto ti passa davanti una scatola sospesa con dentro un tot di gente che ti guarda e ride di te …  Poi, questo fatto delle funivie che ti portano silenziosamente in città, potrebbero rivelarsi degli strepitosi momenti conviviali. Invece di trascorrere ore ed ore sulla tua auto, in coda, solo soletto, vai via nell’aria, in compagnia. Si comincia con i commenti sul tempo, poi sul prezzo dello skipass (per i primi mesi, sempre per un fatto di abitudine) quindi si comincia a fare discorsi più articolati, metti che, a furia di sorvolare, ci scappa una amicizia, un fidanzamento, una qualche sorpresa. A patto che sulle funivie, già che ci siamo con la modernità, venga vietato l’uso di tablet, i-phone, sms. Questa sì che sarebbe autentica innovazione! Tutti in alta quota, con quell’atmosfera un po’ magica che fa tanto Alpi Marittime, Cozie e Graie, capace di rendere frizzante il mattino, fresca l’aria ma anche la conversazione. Un po’ come succede quando si va in gita. A questo proposito, invece di stare tutti muti come adesso, chini sul tablet, anche a causa del rumore che producono i mezzi di trasporto convenzionali (bus, metrò, tram e affini), saranno consentiti cori di montagna, magari con sotto una apposita base che i componenti della cabina sceglieranno di comune accordo. Vuoi mettere arrivare al lavoro dopo aver cantato insieme agli altri “Quel mazzolin di fiori” a squarciagola? Ragazzi, tutto un altro inizio di giornata, va là. Oppure, se sei stonato o se non ti va di cantare, puoi osservare. Non c’è nulla di più curioso e divertente di una vista dall’alto, per di più rinnovata ogni giorno ed ad ogni metro. Il mondo sotto di te che si anima e si muove, i disegni delle strade che portano verso la città, i terrazzi, i tetti, i cortili…tutta roba che appartiene ad una geografia segreta e che finalmente potrà essere decifrata, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. Avremo stazioni di partenza e di arrivo e poi stazioni intermedie, con gli addetti che aiutano a saltar su e giù, esalando fiati al gradevole odore di grappa o di vov. Anzi, se fossi una azienda di quelle lì, mi candiderei per sponsorizzare l’opera. Con consegna omaggio di una bottiglietta mignon ai passeggeri, cosa tra l’altro molto utile alla prestazione del coro durante il tragitto. Insomma, non solo sono favorevole. Sono entusiasta. Anche perché, finalmente, ho a che fare con una notizia positiva e, addirittura piena di prospettive nuove. Quindi, aspetto e vi aspetto. Da Melegnano a Porta Romana, ad esempio, cantando “El purtava i scarp del tennis”, sospesi sopra Milano. Magnifico.

 

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